6 marzo 2007

Giorno 6 marzo 2017 ho ricoverato mio figlio Daniele per esordio diabete tipo 1 insulinodipendente. Un anno fa come oggi mi sono accorta che mio figlio stava male. Il suo viso scavato dopo una influenza é ancora ben impresso nella mia mente visiva ed il suo iniziare a bere insistentemente avevano suscitato in me il dubbio che qualcosa non andasse. Io non avevo mai avuto a che fare col diabete, nella mia famiglia d’origine nessun caso, pertanto quella notte gelida e buia del 5 marzo 2017 dopo aver notato in Daniele una pipì schiumosa ho iniziato a leggere incessantemente ogni articolo scientifico che mi potesse dare una risposta: tutto mi riconduceva al diabete. Ne ho parlato con mio marito, oggi ex, e mi sento rispondere::-” ma che stai pensando e dicendo! Se dovesse essere vero é tutta colpa tua! ” Il mio smarrimento e sgomento interiore si canalizzano nella determinazione che mi ha sempre contraddistinta: dovevo avere un riscontro!Il lunedi mattina faccio portare il campione di urina di Daniele in laboratorio, accompagno il bambino a scuola e chiamo la pediatra che mi rassicura e mi da appuntamento per il mercoledi pom e torno ad occuparmi di Flavio, il mio neonato. Dopo circa un’ora la telefonata da scuola di Daniele: il bambino accusava male al pancino. Lascio Flavio e corro da Daniele con un timore forte dentro di me. Apro la porta della classe e vedo di fronte a me un bimbo ombroso e ho capito che sarebbe successo qualcosa.. prepotentemente anticipo l’appuntamento dalla pediatra, irrompo nel suo ambulatorio, al test della glicemia di Daniele lo sgomento della pediatra e la mia conferma agghiacciante: 387 di glicemia. Subito laboratorio analisi, attesa, ricevimento nella saletta privata e responso di glicata 12.5 : mi è crollato il mondo addosso!!!!Un turbine di pensieri ed un forte peso hanno schiacciato la mia mente… ho cercato di trovare una luce in fondo al tunnel di buio che mi ha avvolta: ho chiamato il papa ‘ che non mi credeva, mia mamma e corro a preparare un qualcosa per dirigermi a Pa. Nello sgomento di tutti io preparavo borsone e cercavo un ordine in primis dentro di me. Da quel giorno ho appreso che l’ordine mi è scandito da numeri, orari , pesi e boli….Nel viaggio verso Pa,durato piu di due ore , ho abbracciato la mano di mio figlio e ho capito in quel momento che il mio ruolo avrebbe rivestito un significato ancora piu profondo: io sono la mamma e la sua guida. In quei giorni di ospedale ho cercato allora di apprendere quanto piu possibile per potere aiutare mio figlio, non ho lasciato spazio al dolore di esternarsi, non ho pianto, ed ora so che quelle lacrime trattenute hanno lasciato un solco dentro. Ad un anno di distanza la vita di Daniele e la mia sono inevitabilmente cambiate, ma posso dire che, se mr d ha voluto scegliere anche noi e se ha deciso di convivere in mio figlio con tutte le paure e i timori, sappia che non mi ha sconfitta ma ha rafforzato in me l’Amore per mio figlio e ha reso me stessa piu forte, perche mettendo a nudo le mie fragilita i miei dubbi le mie paure piu profonde ha tirato fuori la mia capacita di fronteggiarli. Inoltre l’Amore é piu profondo del solco delle lacrime, pertanto il sorriso non si é spento.

Alessandra Priolo

marzo 4, 2018

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