COME TUTTO E’ COMINCIATO

Estate, i primi di agosto. Ancora 19enne, parto insieme a tutta la mia famiglia per trascorrere le vacanze in terra sarda.
Bè, il mio cognome è inequivocabile, non potevo certo essere bergamasca o valdostana! Il mio sangue è sardo, e di sardo oltre ‘all’altezza’ (1,60), ho ereditato la testardaggine, la riservatezza, ‘permalositá’ e il diabete. Non si capisce come mai, la Sardegna sia la regione più colpita da questa malattia, insieme ai paesi del nord Europa, quali Finlandia, Svezia e Norvegia.
Ma ritorniamo sul traghetto che da Genova ci porta a Porto Torres, dove ad un certo punto, inizio a stare male, accusando forti dolori all’addome superiore e dietro la schiena.
Dolore forte ed inteso, come una pugnalata che trafigge da parte a parte, e nausea….
Non dico nulla ai miei e resisto. L’indomani però sempre peggio e mamma e papá si accorgono di questo malessere, tanto che arrivati in campeggio, mi portano in infermeria, dove un dottore mi visita, rileva la temperatura che è di 39gradi, e per non ‘sbagliare’, non sapendo di cosa si trattasse, mi somministra una bomba cortisonica.
Dopo qualche giorno mi riprendo, nessun dolore, nessun malessere.
Iniziano le mie vacanze, ovvero, mare, sole, nuove amicizie, nuotate, partite a beach volley, seratine in spiaggia. Insomma, tutto quello che si addice ad una 19enne!
Intorno alla metà del mese, inizio ad avere una sete da paura, irrefrenabile, incolmabile, acuta.
Bevo di tutto…basta che sia liquido.
Non importa sia dolce, amaro, latte, succo, Coca-Cola, acqua, birra, tè…freddo, caldo, tiepido.
Bevo…bevo con foga, bevo come se fossi stata nel deserto, come un cammello, come un ubriaco che non ne ha mai abbastanza. Bevo a tutte le ore del giorno e della notte, in ogni momento…è una sete implacabile che non trova soddisfazione, se non nel momento in cui mi ‘attacco alla bottiglia’, al bicchiere.
Mi dico fra me, che sarà il caldo, chi è stato in Sardegna, conosce le temperature a cui si può arrivare…
Ma poi, inizia un altro ‘disturbo’: la pipì!
E questo era davvero fastidioso, a volte imbarazzante. Evvabbè! Dirà qualcuno, sapessi quante volte mi scappa la pipì da doverla fare immediatamente, da non riuscire a trattenerla?!?
Seeeeee…. La pipì che scappava a me era diversa! Le pipì e gli stimoli a farla…non sono tutti uguali, e un diabetico all’esordio, o quando ha una iperglicemia (zucchero alto nel sangue), ha ben presente di cosa parlo. Notti nelle quali ti svegli con lo stimolo, non un paio di volte e nemmeno tre. No, no. Qui si parla di 20/30 anche 40 pipì in una notte! Ergo…non dormi.
E la cosa peggiore è che la fai e subito dopo apri il frigo, e ti attacchi a bere, come non ci fosse un domani! E poi la rifai, poi ribevi, poi la rifai…e ribevi! Aiutoooooooooo!!!!
Ad un certo punto da ‘ignorante’, ho pensato: forse faccio tanta pipì perché bevo troppo!
Perché non ci ho pensato prima!!
E così ho iniziato a non ‘ascoltare’ ed a non assecondare l’istinto, il bisogno del bere.
Che genio.
Che perspicace.
Che cogliona.
…………

Vi lascio col fiato sospeso.

Devo andare a fare il mio pic (controllo, misuro glicemia), e puntura con la mia ‘penna’, non BIC, ma di insulina, prima di cenare, calcolando le unità relative ai carboidrati, grassi, zuccheri semplici o composti, glucidi, lipidi, enzimi, ciccini, bruttini.
Già… Perché un diabetico diventa per forza di cose:

A) una calcolatrice umana
B) un nutrizionista/dietista
C) una bilancia guardando solo il cibo
D) un esperto vivente delle tabelle nutrizionali, e tanto altro ancora.

Barbara Porcu

Gennaio 28, 2018

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