Diabete, canagliflozin riduce di un quinto il rischio cardiovascolare

Canagliflozin riduce del 22% il rischio di morte cardiovascolare (CV) o di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca (HHF) in pazienti con diabete di tipo 2 ad alto rischio CV. E’ quanto emerge da un’analisi esplorativa del programma CANVAS (Canagliflozin Cardiovascular Assessment Study) presentata nel corso dell’American College of Cardiology, e pubblicata sulla rivista Circulation.

I risultati sui pazienti diabetici
Lo studio ha evidenziato che canagliflozin era associato a una significativa riduzione del 22% del rischio di morte CV o HHF (HR, 0,78; IC 95%, 0,67-0,91), del 30% per insufficienza cardiaca fatale o ospedalizzata (HR, 0,70; IC 95% 0,55-0,89), e del 33% per la sola HHF (HR, 0,67, IC 95%, 0,52-0,87).

Il beneficio del rischio ridotto di morte CV o HHF è stato del 39% (HR, 0,61, IC 95%, 0,46-0,80), nei pazienti con una precedente storia di insufficienza cardiaca, e del 13% (HR, 0,87; IC 95%, 0,72-1,06) in quelli senza HHF, al basale.

Inoltre, i dati hanno confermato che gli effetti proporzionali di canagliflozin rispetto al placebo erano comparabili in un’ampia popolazione di pazienti con diabete di tipo 2 ad alto rischio CV. Nello specifico, i pazienti del programma Canvas includevano quelli con e senza insufficienza cardiaca al basale per eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE), morte CV, infarto del miocardo, ictus, mortalità per tutte le cause e grave declino della funzionalità renale.

Canagliflozin ha anche evidenziato un rischio raddoppiato di amputazioni agli arti inferiori rispetto al competitor empagliflozin (Jardiance) di Boehringer Ingelheim e Eli Lilly, e la concorrenza si è ovviamente adoperata per prendere le distanze da questo risultato, distribuendo i dati per dimostrare che l’aumento delle amputazionie mostrato nei pazienti trattati con Invokana non è un effetto di classe.

Indicazione per la riduzione del rischio CV
Lo scorso ottobre Janssen ha sottoposto alla Fda una richiesta per l’aggiunta dell’indicazione per riduzione del rischio di MACE, sulla base del programma Canvas, un’indicazione composita che copre infarto, ictus e morte cardiovascolare, con la quale potrebbe diventare il secondo prodotto con questo vantaggio.
La scheda tecnica di Jardiance reca già un’indicazione specifica per la riduzione della morte cardiovascolare, mentre AstraZeneca è in attesa dei dati sui risultati cardiovascolari di Farxiga (dapagliflozin), che dovrebbero arrivare nella seconda metà di quest’anno.

L’ultimo concorrente, il prodotto di Merck e Pfizer Steglatro (ertugliflozin), che si appresta a diventare il quarto membro della classe SGLT2, ha ottenuto l’approvazione dalla Fda a fine 2017

Il programma CANVAS
Si tratta del programma clinico cardiovascolare più lungo e più ampio realizzato fino a oggi su un inibitore del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT-2), e ha valutato l’efficacia e la sicurezza di canagliflozin in oltre di 10.000 pazienti con diabete di tipo 2 con una precedente storia di malattia CV o almeno due fattori di rischio CV.
I precedenti dati dell’analisi integrata degli studi CANVAS e CANVAS-R, erano stati presentati lo scorso anno in un simposio al congresso dell’American Diabetes Association a San Diego, in California, e pubblicati sul New England Journal of Medicine. In questa analisi aggiuntiva non sono stati osservati nuovi eventi avversi oltre a quelli precedentemente riportati dal programma.

«Questa nuova analisi del programma CANVAS dimostra che canagliflozin ha ridotto il rischio di morte cardiovascolare o di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca», ha dichiarato Javed Butler, dell’Università del Mississippi. «Questi risultati si aggiungono alle prove che suggeriscono che canagliflozin ha un beneficio clinico nei pazienti con diabete di tipo 2 che sono anche a rischio per alcune delle principali complicanze cardiovascolari».

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marzo 18, 2018

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