Diabete, semaglutide orale supera primo studio di fase III. Rivoluzione in arrivo per i GLP-1 agonisti?

Ancora novità sul farmaco antidiabetico semaglutide, che solo pochi giorni fa ha ricevuto il via libera definitivo della Commissione europea come aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico per il trattamento del diabete di tipo 2 negli adulti.

Novo Nordisk ha annunciato i risultati incoraggianti dello studio da Fase IIIa PIONEER 1, che ha valutato l’efficacia di semaglutide in forma orale in mono somministrazione giornaliera nel ridurre la HbA1c e il peso corporeo rispetto a placebo.

Semaglutide è un agonista del recettore per il GLP-1. Si configura come una decisa innovazione nella sua classe di appartenenza per i dati di superiorità con altri esponenti della stessa classe (dulaglutide, exenatide) e per aver già dimostrato un vantaggio a livello cardiovascolare.

La forma iniettabile sarà disponibile in mono somministrazione settimanale, analogamente ad altri esponenti della classe (exenatide LAR e dulaglutide), e sarà messo in commercio con il marchio Ozempic.

Per lo sviluppo della forma orale del farmaco, Novo Nordisk sta conducendo un poderoso programma clinico, PIONEER, che comprende 10 studi di Fase III. Per il primo dei quali, PIONEER 1, sono stati appena resi noti i risultati.

Lo studio PIONEER 1
PIONEER 1 è uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, a quattro bracci, a gruppi paralleli, della durata di 26 settimane, che ha confrontato l’efficacia e la sicurezza di tre dosaggi di semaglutide orale in mono somministrazione giornaliera rispetto a placebo, in pazienti con diabete di tipo 2 trattato solo con dieta ed esercizio fisico.
Sono state arruolate 703 persone e sono state randomizzate in rapporto 1: 1: 1: 1 per ricevere una dose di semaglutide orale (3, 7 o 14 mg) o placebo una volta al giorno. L’endpoint primario era la variazione di HbA1c dal basale alla settimana 26.

Per valutare l’effetto della semaglutide sono stati adottati due approcci distinti: un principio statistico primario richiesto dalle recenti linee guida normative che valutano l’effetto indipendentemente dall’aderenza al trattamento, e un principio statistico secondario che descrive l’effetto se le persone hanno aderito al trattamento.

I risultati su glicemia e peso corporeo
Lo studio ha raggiunto l’obiettivo primario secondo il principio statistico primario, dimostrando miglioramenti significativi e superiori dell’HbA1c (glicemia a lungo termine) per tutte e tre le dosi di semaglutide orale rispetto al placebo. Inoltre, la dose 14 mg di semaglutide ha dimostrato di ridurre il peso corporeo in modo significativamente superiore rispetto al placebo. Per le dosi 3 e 7 mg non è invece stata raggiunta la significatività statistica.

In base al principio statistico secondario, le persone trattate con 3, 7 e 14 mg di semaglutide hanno ottenuto riduzioni dell’HbA1c rispettivamente dello 0,8%, 1,3% e 1,5%, contro una riduzione dello 0,1% con il placebo, partendo da un valore basale medio di 8,0%.

L’obiettivo del trattamento di HbA1c inferiore al 7,0%, secondo quanto stabilito dall’American Diabetes Association (ADA), è stato ottenuto dal 59%, dal 72% e dall’80% delle persone trattate rispettivamente con 3, 7 e 14 mg di semaglutide, rispetto al 34% di chi ha ricevuto il placebo.
Inoltre, da un peso corporeo basale medio di 88 kg e un indice di massa corporea di 31,8 kg/m2, le persone trattate con 3, 7 e 14 mg di semaglutide orale hanno riportato una perdita di peso rispettivamente di 1,7 kg, 2,5 kg e 4,1 kg, rispetto a una perdita di peso di 1,5 kg con il placebo.

Semaglutide orale si è dimostrata sicura e ben tollerata. L’evento avverso più comune per tutte e tre le dosi del farmaco è stata la nausea da lieve a moderata, che è diminuita nel tempo. Tra il 5% e il 16% delle persone trattate ha manifestato nausea, rispetto al 6% del placebo. La sospensione prematura del trattamento a causa di eventi avversi varia dal 2% al 7% con semaglutide, rispetto al 2% con il placebo.

«Siamo molto incoraggiati dai risultati dello studio PIONEER 1, che confermano l’efficacia senza precedenti di semaglutide in forma orale nel diabete di tipo 2, già osservata nelle precedenti sperimentazioni di Fase II», ha affermato Mads Krogsgaard Thomsen, vicepresidente esecutivo e responsabile scientifico di Novo Nordisk. «Siamo impazienti di fornire i dati dei nove test PIONEER che completeremo entro l’anno e il deposito della domanda di approvazione è previsto nel 2019».

Pharmastar
febbraio 26, 2018

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