La retinopatia diabetica

Retinopatia diabetica

Che cosa è ?

La retinopatia diabetica è una complicanza grave e frequente del diabete, dovuta ad alterazioni della permeabilità vascolare retinica, con edema ed essudazione retinica  ed alterazioni del microcircolo,  con danni ischemici legati all’ostruzione vascolare e rilascio di fattori vasoproliferativi stimolati dall’ipossia tissutale stessa.

Epidemiologia e fattori di rischio

La retinopatia diabetica (RD), più frequente nel diabete mellito di tipo 1 (40%) rispetto al tipo 2 (20%) ed è la più comune causa di cecità legale nei soggetti di età compresa tra i 20 e i 65 anni di età. La sua insorgenza è strettamente collegata con la durata della patologia di base; si osserva infatti che nel 60% dei casi si verifica dopo 10-15 anni dall’insorgenza, con un’incidenza che aumenta dopo 25 anni dall’inizio della patologia.

I fattori di rischio correlati alla patologia sono: la durata del diabete, lo scarso controllo metabolico (aumento dell’emoglobina glicosilata), la gravidanza ,l’ipertensione mal controllata, la nefropatia, l’obesità, il fumo e l’assunzione di alcool.

Quali forme esistono?

  • Retinopatia non proliferativa: è la forma iniziale di manifestazione della malattia; nella forma lieve potrebbe non essere associato un calo visivo. Si manifesta con microaneurismi, microemorragie e nelle forme moderate edema ed essudazione maculare.
  • Retinopatia diabetica proliferativa: è la forma avanzata di patologia con ischemia retinica, formazione di neovasi,  emorragie e succcessivamente sviluppo di tralci fibrovascolari. Nelle forme avanzate e progressive si assiste alla formazione di emorragia vitreale, distacco della retina,  glaucoma neovascolare.

Quali sono i sintomi?

I sintomi oculari si hanno solo quando la retinopatia diabetica ha raggiunto uno stato avanzato, con danni non sempre reversibili.

Si possono avere quindi:

  • Abbassamento lento e graduale della vista con associata distorsione delle immagini (metamorfopsie).
  • Improvvisa perdita della visione ad un occhio per fenomeni  emorragici e/o ischemici.

Fondamentale è la diagnosi precoce attraverso un esame del fondo oculare anche in assenza di sintomi.

Ogni 6/8 mesi è consigliabile sottoporsi ad una visita oculistica in stretta collaborazione con il diabetologo.

Come si fa la diagnosi?

Esame del fondo oculare accurato in midriasi ed eventuale approfondimento con esami strumentali.

Fluorangiografia (FAG): esame invasivo con iniezione per via endovenosa di un colorante (Fluoresceina) che si distribuisce in tutti i vasi sanguigni, rendendoli visibili nel loro decorso e nel loro calibro permettendo di evidenziare le loro anomalie. Attraverso una macchina fotografica digitale viene registrato il passaggio del colorante nella retina. L’esame richiede circa 15 minuti ed una buona collaborazione da parte del paziente

Tomografia a coerenza ottica (OCT): esame non invasivo di rapida e facile esecuzione che consente di ottenere immagini ad alta risoluzione di sezioni della retina umana per evidenziare precocemente la presenza di edema a livello maculare.

Come si cura?

In funzione del quadro clinico le possibili strategie terapeutiche si dividono in:

  • Fotocoagulazione Argon Laser: il raggio laser determina un “bruciatura” del tessuto con sua distruzione e sua successiva cicatrizzazione. In questo modo si blocca la progressione della patologia; il laser non guarisce ma consente di bloccare la formazione di neovasi.
  • Iniezioni intravitreali di farmaci antiangiogenetici: iniezioni effettuate in regime di sterilità nel bulbo oculare in grado di ridurre l’edema maculare diabetico e l’eventuale neovascolarizzazione.
  • Terapia chirurgica –vitrectomia-: è riservata ai casi più avanzati della patologia. quali emovitreo e distacco di retina, permettendo di sostituire il vitreo con sostanze trasparenti o tamponanti come gas, olio di silicone, spesso associato a trattamento laser.

In conclusione come per altre patologie oculari, la prevenzione è fondamentale e spesso più importante delle stesse cure.