Malattie autoimmuni: l’alimentazione da seguire.

Le malattie autoimmuni – ad esempio la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide, la malattia infiammatoria intestinale, il diabete di tipo 1 e la psoriasi – sono un insieme eterogeneo di malattie che condividono caratteristiche comuni. Fra i tanti, la molteplicità dei fattori che le scatenano, il coinvolgimento di meccanismi autoimmunitari mediati dai linfociti T e un decorso clinico cronico che richiede la gestione del disturbo per tutta la durata della vita.

Tra i diversi fattori che sono coinvolti nello sviluppo di queste malattie, ci sono certamente quelli genetici: esiste infatti una “predisposizione” allo sviluppo di malattie autoimmuni infiammatorie, ma diversi studi hanno confermato che i fattori ambientali sono coinvolti.

Lo stile di vita e la dieta

 

I dati epidemiologici indicano un certo aumento delle malattie autoimmuni negli ultimi decenni, con una certa prevalenza nelle società occidentali e nelle economie di mercato consolidate. Il dato è senz’altro dovuto anche a un miglioramento dei sistemi di diagnosi, ma non mancano alcuni studi che analizzano la tendenza a sviluppare malattie autoimmuni in condizioni di stress, di errate abitudini alimentari e scarsa attività fisica. La mancanza di movimento all’aria aperta o anche in palestra, in combinazione con l’assunzione di calorie in eccesso e il consumo di alimenti ricchi di zuccheri semplici o comunque non equilibrati, predispone anche allo sviluppo di malattie metaboliche e cardiovascolari, oltre che al sovrappeso e poi all’obesità . L’aumento della massa corporea e degli accumuli adiposi costituisce anche fattore di rischio per le malattie autoimmuni.

L’associazione tra dieta e rischio di sviluppare malattie autoimmuni infiammatorie è stata proposta già 50 anni fa. Il morbo di Crohn e la colite ulcerosa sono tra quelle maggiormente influenzate da ciò che si mangia: l’organo principalmente coinvolto in questo caso è infatti l’intestino. Rimane da chiarire, tuttavia, come la dieta possa scatenare l’insorgenza di queste patologie. A questo proposito è stati indagato il ruolo del latte, dei carboidrati, dei grassi, delle proteine, delle fibre e anche della frutta e della verdura: i risultati degli studi condotti fino a oggi non sono conclusivi e non si può ancora indicare il consumo di nessuno di questi alimenti come come fattore causale.

Sebbene finora non siano state stabilite con certezza associazioni definitive tra fattori dietetici e malattie autoimmuni, è chiaro che il contesto conferma l’importanza di seguire una dieta equilibrata sul modello mediterraneo, nonché mantenere uno stile di vita attivo.

Scegliere cereali integrali

I cereali dovrebbero restare la principale fonte di carboidrati della dieta: grano, mais, avena, orzo, farro e tutti gli alimenti come pane e pasta da essi derivati, rappresentano una fonte energetica e appontaro vitamine del gruppo B e minerali. Integrali sono un’ottima fonte di fibre alimentari.

La scelta di quali utilizzare diventa più limitata per chi soffre di celiachia: riso e mais sono naturalmente privi di glutine.
Anche i pazienti che soffrono del morbo di Crohn hanno in genere un peggioramento dei sintomi con il consumo dei cereali ricchi di fibre: le indicazioni specifiche sulla dieta in caso di malattia conclamata vengono fornite dal medico.

Frutta e ortaggi

Vegetable

Alla base di una dieta sana e equilibrata, che sia utile anche nel prevenire lo sviluppo di malattie autoimmuni, c’è il consumo di almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno. In caso di morbo di Crohn e colite ulcerosa, diversi vegetali possono essere causa di un peggioramento dei sintomi. In questo caso, a malattia diagnosticata, è il medico curante a suggerire al paziente le indicazioni dietetiche da seguire.

Carne, pesce, uova e legumi

Circa il 10-15% delle calorie giornaliere devono provenire da proteine. È preferibile alternare nel corso della settimana le diverse fonti alimentari, riducendo l’impiego della carne, soprattutto rossa, dando maggiore spazio al consumo di legumi, pesce e anche uova. Anche i formaggi rappresentano una buona fonte di proteine: una porzione pari a 50 g di formaggio stagionato, o 100 g di fresco, in uno o due pasti alla settimana sono una buona alternativa alle altre fonti proteiche.

Acqua

L’assunzione quotidiana di acqua è fondamentale per il bilancio idrico del nostro organismo. È sempre preferibile sceglie acqua naturale ed evitare l’assunzione dei liquidi da succhi, soprattutto se zuccherati, e altre bevande.
L’uso di alcolici andrebbe limitato il più possibile.

Greenstyle.it

marzo 1, 2018

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